Io e la Politica

Il lavoro, la mia partecipazione negli scout ed il confronto con gli altri hanno plasmato la mia passione per la democrazia ed il rispetto puro e semplice delle regole, l’unico modo di garantire le stesse possibilità a tutti. Possibilità, non carità come nel credo socialista o democristiano.

Tempo fa sono stato più volte tentato di iscrivermi nei democratici di sinistra (nella corrente di Prodi).
Prima che ci fossero le elezioni del 2006 partecipai attivamente anche all’idea di Prodi della “fabbrica del programma”, come esempio di democrazia partecipata. L’esperienza non ebbe un seguito.
Purtroppo vedo che la partecipazione popolare adesso non conta più, l’ultimo indulto mi tolse la speranza sul governo Prodi.

La “giustizia” o la “legalità” sembra essere l’ultimo dei valori della nostra classe dirigente, che spesso arriva a screditare chi cerca di farla applicare. (La legalità è il potere dei senza potere - Václav Havel).
Più che nuove regole nel nostro paese sono necessari più controlli: da quelli fiscali a quelli sulla sicurezza del lavoro, passando per la sicurezza stradale fino a quelli sull’ambiente.
Nel 2007 ho aderito al progetto di Italia dei Valori. Insieme ad altri ragazzi (Tommaso e Piergiorgio), abbiamo dato vita al gruppo Giovani di Italia dei Valori nella nostra provincia che ora conta nella nostra provincia più di una ventina di elementi.

Sono entrato in politica perché credo fermamente che la partecipazione della mia generazione alle scelte nazionali debba passare prima di tutto per le nostre gambe ed il nostro impegno.
Ho deciso di portare il mio contributo di idee, la mia rappresentanza come giovane famiglia e la mia passione politica. Passione di cui credo la nostra generazione abbia tanto bisogno per fare vedere quanto vale, ma che purtroppo troppo spesso trova solo porte chiuse.
Per questo motivo è necessaria una presa di posizione netta contro la fuga dei nostri ragazzi verso l’estero per trovare un’occupazione, iniziando dal semplificare amministrativamente e finanziariamente la nascita di imprese di “nuova generazione” e regole più trasparenti per l’accesso ad alcune professioni (medici e ricercatori su tutti).

La mia esperienza lavorativa, inoltre, mi permette di dire che il problema dell’approvvigionamento dell’energia va visto in un’ottica moderna rispettosa dell’ambiente e del nostro territorio. Le energie alternative, cioè quelle meno inquinanti, hanno ancora grossi limiti ed al momento non sono economicamente sostenibili. D’altra parte il nostro paese in questo settore è indietro almeno 5 anni rispetto al resto dell’Europa, dove non ci sono burocrati centenari o critici d’arte falliti che portano avanti le loro crociate contro gli impianti eolici o solari perchè non sono esteticamente belli da vedere.

Al problema dell’energia si affaccia il drammatico stato dei trasporti, che con i criteri con cui il nostro paese ha deciso di portare avanti non può funzionare. Da una parte e dall’altra, cementificatori ed estremisti ecologisti, sono guai seri sulla modalità per la costruzione di nuove infrastrutture ferroviarie e di trasporto veloce. Ma questo problema riduce drasticamente anche la competitività del Made in Italy e del turismo.